sabato 21 ottobre 2017

Il "Piano B" di Matteo Renzi.

La politica è come il pianoforte, bisogna averla studiata da piccoli.
Quando ero piccolo, manco a dirlo, ero un ribelle. Sono anche romantico però. Ancora oggi, prima di vedere mia mamma, non riesco a non intonare mentalmente la mia canzone preferita, se parliamo di affetti.

In quanto ribelle, adoravo marinare la scuola....veramente ai miei tempi si diceva "fare sega". Quando "facevi sega" avevi due opzioni, se eri in compagnia accendevi" la play" e giocavi a Wining Eleven. Questo suono sostituiva quello della campanella, il cervello era pronto per 5 ore di sfide calcistiche con le squadre più improbabili.
Non sempre avevi la fortuna di essere in compagnia,allora l'alternativa allora solo una. Italia Uno.
Supercar, Meg Gyver, Magnum P.I., i miei preferiti però erano solo e soltanto loro: L'A-Team. 

In Particolare adoravo questa frase di Annibal Smith:


"Come soleva dire mio zio buon'anima Vado matto per i piani ban riusciti"

Matteo Renzi ha un piano. 
Ed io vado matto per i piani benriusciti, sarà una specie di riflesso pavloviano.
Del resto, capisco la sua frustrazione degli ultimi anni. Ha toccato con mano cosa significa non avere un piano, o meglio avere un piano non tuo.
Diventare Premier, quando hai un paese diviso (rubo al poeta) un parlamento non eletto democraticamente, delle linee guida strettissime da seguire dettate dalla lettera della BCE del 2011, con un ministro dell'economia imposto, senza una legittimazione popolare, non deve essere stata l'esperienza che sognava prima di accettare, con quel pizzico di incoscienza che lo contraddistingue.
Oltretutto Matteo succede a Letta e Monti, che hanno avuto il demerito di portare la fiducia del Paese nelle istituzioni ai mini storici.

Ora, invece, Renzi inizia a fare sul serio. Dopo la legittimazione delle primarie che lo hanno visto vincere a mani basse nel partito e l'approvazione delle legge elettorale, inizia a mandare dei segnali molto chiari non solo al Partito Democratico ma a tutto il Paese.

Treduzione: Basta nomine in posizioni strategiche imposte dall'alto.
Per un Presidente del Consiglio è essenziale che Ministero delle Finanze e Banca d'Italia siano "il linea" con le politiche che il Governo vuole attuare. Inoltre, qualora Renzi non vincesse le elezioni, avere i vertici di Banca d'Itlaia e del Ministero delle Finanze più vicini alle sue idee, renderebbero quest'ultime più incisive all'interno di una "Grande Coalizione" (in maiuscolo Deutschland style).
Infatti, oltre a quello che leggiamo sui giornali, l'azione di Renzi è concentrata su altre  nomine molto importanti.
Nel emanzaione del decreto fiscale sui limiti di durata delle cariche - tre anni non di più - voluta per rivoluzionare il comparto della Difesa, si gioca in realtà, una partita più importante, quella del denaro al Mef, il ministero dell'Economia e delle finanze.
La nomina del Ragioniere generale dello Stato, Daniele Franco, un gentile economista della Banca d'Italia catapultato a controllare senza esperienza i conti dello Stato, è in scadenza. Dietro le quinte è iniziato il lavorio per evitare il reiterarsi della nomina. In particolare "scalpitano due interni: Alessandra Dal Verme, imparentata Gentiloni", e "Biagio Mazzotta, l'equilibrista delle coperture di bilancio". I due, in lotta tra loro, rivendicano il posto per un interno.

Il secondo segnale è l'ultima dichiarazione  di Matteo sulle primarie per i collegi parlamentari: 
Le primarie non si faranno. "Si" candida chi vince. Traduzione: candidiamo persone che rispetteranno la "linea di partito" delle quali mi posso fidare io e si possono fidare gli elettori.
Specialmente in caso di un governo di coalizione. 
Ecco che in pochi giorni Matteo cerca di sistemare i problemi che ha avuto durante i suoi 2 anni di Premierato:
Da una parta, una Banca Italia e un Ministero dell'economia a che non siano di contrasto con le sue idee ed il suo programma elettorale e che siano meno morbidi con i vertici Europei.
Dall'altra, un parlamento che sia eletto per portare avanti la linea del segretario, senza continue mediazioni e senza i furbetti che ultimamente stanno facendo a gara per accreditarsi con i poteri attuali, difendendoli dagli attacchi di Renzi (Vedi qui)

E se perde?
Se il PD non dovesse andare troppo bene alle ultime elezioni, potrà contare comunque su un gruppo parlamentare e posizioni di rilievo su cui far valere le proprie linee programmatiche all'intero di una coalizione di governo ( ad oggi quasi certa). Evitando i transfughi dell'ultima ora.

Come dicevo all'inizio: Adoro i piani ben riusciti e voglio nel mio piccolo contribuire. 
Per questo, presenterò alla Direzione del PD di Roma, un Ordine del Giorno per chiedere l'incandidabilità per i parlamentari eletti a Roma, con più di 3 mandati. Come prevede lo statuto del PD.
E' ora di rottamare sul serio. 

Manca solo un piccolo dettaglio, al piano, qual'è il nostro obiettivo Matteo? Fuori il programma.












mercoledì 18 ottobre 2017

Le melanzane di Ignazio Visco.

Che c'entrano le melanzane direte voi. Esattamente rispondo io.

VIDEO ALTAMENTE ISTRUTTIVO ATTENZIONE: VISIONE CONSIGLIATA AD UN PUBBLICO ADULTO!!!!


Lo so. Da quando s'è schierato Benigni ha smesso di essere un'icona della sinistra, il suo santino messo sul cruscotto accanto a quello del "Che" e di Spinelli è ormai sbiadito. Ma nel 1983 ancora era dei nostri. 
Se avessimo messo "Benigno", il protagonista del film di cui sopra, a governare di Bankitalia, anzi, Banca D'Italia, forse avremmo meglio compreso, data la poca familiarità del soggetto con l'argomento, le recenti "distrazioni" (leggi cazzate) commesse dall'istituto di Via Nazionale. 
L'attuale inquilino di Palazzo Koch è invece lui. 
Il curriculum è di quelli pesanti. Alunno di Federico Caffè (come Mario di cui è stato anche vicedirettore quando a guidare Banca d'Italia c'era lui), Master in Pennsylvania, Chief Economist e Direttore dell'Economics Department dell'OCSE. 
Insomma un esperto.
Allora come è potuto accadere questo? 
Sono talmente tanti "questi" che me ne sono sicuramente scordato qualcuno. La sostanza però è chiara. E ce la spiega Renè Ferretti.

Eppure  l’incipit dell’art. 47 della Costituzione parla chiaro: «La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito».

Ora da quando siamo in Unione Monetaria con altri nostri fratelli Europei, la disciplina e il coordinamento non sono più prerogative della Banca D'Italia, ma il controllo Sì.  

Banca D'Italianon vigilava adeguatamente?
Consob neppure? 
Chi, onestamente, può dire il contrario? 
Le carte cantano! (E grazie ad una commissione d'inchiesta "benigna" le carte canteranno ancor di più, intonando sempre la stessa melodia.)
Ma pensiamo davvero che Visco sia un incompetente,  un dilettante? Se così fosse, la sua nomina ad opera della classe dirigente che ancora oggi si ripropone come insostituibile oligarchia dovrebbe suscitare alcune domande anche nell'elettore più superficiale.

Forse la causa di tante "sviste" ad opera degli organismi di controllo esterni ed interni alle banche italiane era imputabile non all'umana pochezza ma ad un’altra causa: ad un vincolo esterno. Più precisamente a un chiaro ed inequivocabile ordine di scuderia emanato dall' Unione Europea. Un ordine al quale tutti, ma proprio tutti, dai vertici BCE fin al più passivo sindaco e revisore della più piccola banca territoriale dei Paesi periferici doveva sottostare: non intralciare l'enorme arbitraggio finanziario reso possibile dal trattato di Maastricht e dall'unione monetaria.

Arbitraggio? Sì, arbitraggio: così si chiama prendere a prestito nel nucleo e prestare con spread ai mal-investitori della periferia senza subire rischi di cambio e senza alcun controllo sui movimenti dei capitali. Una colossale macchina da soldi, la cui già enorme potenza era ulteriormente amplificata dal mercato dei derivati, grazie al quale si diluivano i rischi di credito nell'oceano degli ignari e polverizzati investitori.
È stato questo il business che ci ha fatto ricchi.
Infatti se, in maniera scomposta lo ammetto, paragoniamo
I compensi dei CEO:
 E le "Perdite" delle Banche


scopriamo che i primi crescono e col crescere delle seconde. Per gli appassionati, sono direttamente proporzionali. Più Perdi più Guadagni.

Quindi?
D'altronde qualche avvisaglia di quanto stava per accadere era già emersa dalle pagine del libro scritto dal Segretario dove in un passaggio si legge che aveva commesso un errore a fidarsi delle rassicurazioni di Bankitalia sullo stato di salute delle banche poi finite in dissesto.
E con lui tutti i deputati del PD hanno fatto bene, a chiedere di trovare una "figura più vigile " attraverso una mozione parlamentare che nel dispositivo finale recita: " Nell’ambito delle proprie prerogative la figura più idonea a garantire nuova fiducia nell’Istituto, tenuto conto anche del mutato contesto e delle nuove competenze attribuite alla Banca d’Italia negli anni più recenti”.

L'atto eversivo c'è stato prima con l'operato di Banca D'Italia e c'è nelle parole di chi, oggi, difende un operato oggettivamente indifendibile. Ce lo chiede Luigino. E come lui tanti altri.
Le loro dichiarazioni in realtà nascondono, neanche troppo bene, la loro voglia di accreditarsi presso la comunità internazionale come la "guida" più adatta al dopo Renzi. Quando non riuscirà a formare un Governo nella prossima legislatura.
Alle dichiarazioni di altri: (eccone un esempio)
 che criticano questa operazione, vorrei rispondere con le parole di un amico:

"Ogni giorno esistono centinaia di esseri umani che, abbindolati dai mezzi di comunicazione, darebbero persino la vita per gli stessi uomini che li sfruttano da generazioni. Io dico: è giusto così. Che questi cagnolini fedeli privi di alcun senso critico, braccio inconsapevole della classe dominante siano in prima fila nella crociata contro l'evoluzione dell'uomo! Saranno i primi a lasciare la faccia della terra (siano benedette le loro anime) al momento della resa dei conti, nessuno ne sentirà la mancanza. Amen"  - Federico Hengels -

Ora una domanda sorge spontanea: Renzi vuole solo cercare un capo espiatorio per nascondere le responsabiltà del Governo sulle politiche che  Banca D'Italia è stata COSTRETTA ad intraprendere negli ultimi anni, oppure fa sul serio e vuole veramente cambiare la politica non solo Italiana ma anche Europea?
Ce lo dirà la Storia.



 

Chimica di una Pastella Perfetta.

Come se fa la pastella perfetta? 

Iniziamo da come NON DEVE essere:
1) Non deve sembrarci una spugna imbevuta d’olio
2) non deve avere sapore di lievito o coprire col suo sapore quello del cibo che avvolge.

Ora come DEVE risultare:
1) deve aderire bene ai cibi che vogliamo friggere, 7
2) risultare dorata
3) deve scrocchià in bocca.

Chi sono i nostri nemici?

IL GLUTINE è il nemico pubblico numero uno di tutte le fritture, perché assorbe acqua e oli, rendendo le fritture pesanti. Se prepariamo la pastella con troppo anticipo, il glutine ha il tempo di formarsi e rovinarci la pastella. Ecco perché VA FATTA ALL'ULTIMO MINUTO.
Voi me direte ma se la pastella se fa co' la farina come faccio ad evità er Glutine?
E io a domanda rispondo.
Metticene de meno, quindi mischia altre farine con quella di grano che però, poca CE DEVE STA Infatti, la farina di grano (meglio utilizzarne una a basso tenore di glutine, ovviamente. Per intenderci NON quella per fare il pane) ha dalla sua che alle alte temperature produce composti gradevoli al palato (grazie alle reazioni di Maillard) ed acquista un bel colore dorato. Inoltre, affinché la pastella aderisca al cibo, un minimo di viscosità deve averla e quindi un po’ di legami di glutine sono comunque necessari. 
A proposito, per far aderire meglio la pastella a ciò che dobbiamo friggere, è consigliabile infarinare 

Altro nemico pubblico numero 1, 1 e 1/2 SO GLI AMIDI.
DEVI USA' L'ACQUA FREDDA. ANZI GHIACCIATA.
Gli amidi contenuti nelle farine si idratano più velocemente se utilizziamo acqua calda e/o a temperatura ambiente. E noi dobbiamo evitare che gli amidi si idratino troppo, perché altrimenti la pastella non viene asciutta! E SI  USA L' ACUQA FRIZZANTE. perché così parte dell’anidride carbonica rimane intrappolata nella pastella, per poi venire fuori in frittura, lasciando alveoli che contribuiscono a rendere più soffice la pastella, se ce ne serve una meno croccante.

Ora passiamo agli amici:

Quando fai la pastella: BEVI.

Le migliori pastelle della mia vita sono venute fuori quando ero urbiaco. Ubriaco di Vodka.
Perché la vodka contiene più di un terzo del suo volume in alcol e l’alcol non viene assorbito dall’amido ed inoltre evapora ad una temperatura più bassa di quella dell’acqua (prima ancora che l’acqua inizi a bollire l’alcol è già evaporato). Inoltre, e ancora più importante, l’alcol inibisce la formazione del glutine, che come abbiamo visto, dobbiamo limitare il più possibile. Quindi usando un po’ di vodka al posto dell’acqua (al massimo una metà, perchè l'alcol e prezioso e te lo devi beve) di fatto otteniamo una frittura più asciutta, e quindi più croccante. Ovviamente, il motivo per cui usiamo la vodka liscia è che non ha praticamente sapore e quindi non modifica il gusto della pastella. Infine, siccome è probabile che la vodka sia conservata in freezer o frigo è già bella fredda come serve a noi!
 
Bene, adesso che conoscete i segreti della pastella base, siamo in grado di variare la ricetta come ci pare e piace.

Per esempio, possiamo usare la farina di mais al posto di quella di riso, poiché la grana più grossa della farina di mais assorbe meno l’acqua. Oppure possiamo usare l’amido di mais, perché non contiene glutine. Sconsigliata invece la fecola di patate, perché è un amido che gelatinizza a bassa temperatura e quindi produce fritture più pesanti e unte.
Se vi serve una pastella più saporita possiamo usare il latte al posto dell’acqua e possiamo utilizzare la birra al posto dell’acqua gasata, se lo riteniamo opportuno. Una volta che sappiamo a cosa serve ogni ingrediente, potete davvero giocare e sostituirli a volontà.
Se vogliamo una pastella stile tempura la mescoleremo pochissimo in modo che non risulti troppo omogenea (più la mescoliamo più glutine produciamo, fra l’altro, è bene ricordarlo), se ne vogliamo una molto soffice potremo aggiungere del lievito chimico di tipo istantaneo (non quello di birra, che ha bisogno di tempo) e così via dicendo, di modifica in modifica.

Non è inebriante, la sensazione di potere che deriva dalla conoscenza?

Io oggi ho usato, Vodka, Farina di Ceci (che ce sta bene sia col baccalà che co la zucca che m'erano avanzati ieri, perchè a' stomondonunsebuttagnente.), Farina di Mais e Farina di Grano.



martedì 17 ottobre 2017

torrfisk vs baccala': perché un italiano deve andare a lavorare in Svezia?

Perchè mai un italiano dovrebbe andare a lavorare in Svezia per mangiare un baccalà decente?


Sulla destra: Cappuccino di Baccalà.

Preparazione: (dosi per una persona)
Dovete inizià er giorno prima, prendete il baccalà e mettetelo in ammollo nell'acqua per scioglie il sale.
Poi cucinateve un' altra cosa.
Il giorno dopo prendete il baccalà e ricavatene un filetto. mettetelo da parte ce serve dopo. prendete i pezzi intorno al filetto e fateli a dadini.
Poi fate coi dadini il baccalà mantecato con il latte.
Poi fate er purè, co anche le bucce, che er cappuccino è marrone no giallo.
poi prendete un bicchiere, mettete sotto er purè e sopra il baccalà mantecato con il latte che avrete frullato.
Si mangia dall'alto in basso prendete baccalà e purè, baccalà e purè.

Ar Centro: vellutata di zucca, trancio di baccalà, ravanelli e ceci.

Preparazione: (dosi per una persona)
Ve ricordate il filetto di baccalà che avevate messo da parte prima? ecco pijatelo e mettetelo in padella, dalla parte della pelle, con rosmarino ajo e un giro d'olio.
Poi fate la vellutata de' zucca: Zucca in forno, poi la frullate co un goccino de latte, olio e pepe.
Gira il trancio. E' cotto? Se deve sfilaccià co la forchetta. e deve rimanè bianco lucido.
Levalo dal fuoco e fallo riposare.
Metti la vellutata de zucca in padella, a n'artra padella metti i ceci con il rosmarino e l'ajo falli diventà dìorati.
La vellutata è pronta.
Mettila in un piatto, mettice il trancio di baccalà, mettice i ceci intorno, e poi i ravanelli che so freschi e piccanti.

Gott överklagande.




UGA. Romanzo di un amore incompiuto.

" I grandi amori si annunciano in un modo preciso, appena la vedi dici: Chi è questa stronza?"

Ennio Flaiano... oppure gli Italiani dopo che Napolitano affidò a  Matteo Renzi l'incarico di formare un nuovo Governo.


I Protagonisti del Romanzo sono un padre, Giorgio, che cerca di trovare un buon marito per sua figlia, ed Italia,la figlia di Giorgio, la quale essendo di origine mediterranea è particolarmente focosa, insofferente all'imposizione delle regole, ma con un cuore grande. Insomma non una donna facile da accontentare.
 PROLOGO
Siamo nel 2011.
Papà Napolitano, come ogni buon padre, dopo una relazione d'amore tormentata con Silvio, a causa delle continue "scappatelle", decide d'imperio di trovare un brav'uomo a cui affidare sua Figlia Italia.  Sognava per sua figlia mani sicure, esperte, tecniche, che la potessero finalmente traghettare verso le acque sicure della vita.
Le origini di Giorgio sono partenopee e da quelle parti funziona così: I padri scelgono "il partito" che la società accetterà con più entusiasmo.
Si bada di meno ai sentimenti e di più alla convenienza. Essenziale è che il nuovo fidanzato "piaccia" alla società. L'amore? ...Verrà.
Mario si presenta a colloquio con Papà Giorgio, per prima cosa lo rassicura sulle sue buone intenzioni e porta all'attenzione le sue referenze, che sono ottime. Papà è molto soddisfatto e la società accoglie il futuro matrimonio con molto entusiasmo... (poi ti domandi perché L'Unità ha chiuso?)
Mario sottopone a Giorgio un contratto prematrimoniale di Stabilità come se ne fanno tanti in Europa. Il più sembra fatto.
Eppure, quando figlia Italia, convinta dal padre, inizia a conoscere meglio Mario - due anni non sono mica pochi per far innamorare una fanciullina -  non scocca la scintilla.
Sarà colpa via dell'età (pensionabile aumentata) o per via di quell'aspetto troppo "Austerity" conferito da quel "loden" che Mario indossa sempre. Insomma o per un motivo o per un altro, (l')Italia al momento della Scelta (Civica) dice: "No! Mario non lo voglio  Mario, non parla con il cuore e come Cristiano de Neuvillette si fa suggerire cosa dire e cosa non dire,accanto a me voglio una persona che sappia comprendermi, capirmi, ascoltarmi che mi ami anche se non sono uniformata ai canoni della società. 
Siamo nel 2013.  
Papà Giorgio è disperato, vorrebbe andarsene, ma i familiari non lo permettono, così si rimette a cercare un uomo all'altezza di sua Figlia Italia. Ma dice questa volta è l'ultima, in aula tuona "o si fa come dico io oppure..."
Giorgio decide di puntare tutto su un giovine che tanto gli ricorda Mario, anzi, il giovine Enrico e Mario fanno parte della stessa nobile famiglia europea, ed Enrico è un ammiratore di Mario - "I miracoli esistono" dixit -  perché come in ogni buona nobile famiglia che si rispetti gli anziani hanno sempre un certo ascendente sui giovani. 
Il giovine Enrico, che tanto ricorda il giovin signore del Parini, poco si discosta dagli atteggiamenti che Mario aveva per Italia. La povera ragazza è sempre più sconsolata, ha trovato si un ragazzo più giovane, adatto alla sua vitalità ed alla sua voglia di rinnovamento, ma i modi sono sempre quelli del suo "ex" Mario.
"Gutta cavat lapidem "dicevano i nostri Padri. E il Cuore di Italia veniva sempre più strutto per un amore che non era mai nato.
Proprio quando le cose sembravano andare per il peggio, iniziò ad udirsi una voce fuori dal coro, una voce che il cuore di Italia non trovava indifferente. Forse proprio perché stonata sapeva toccare le corde del cuore d'Italia,  una voce non da mercato internazionale ma da mercato rionale, una voce che risona nella testa d'Italia come un enorme Big Bang.
La voce di Matteo Renzi.

"CAPITOLO 1: Il Corteggiamento" 
 
Siamo nel febbraio del 2014.  
Uno dei mesi più freddi degli ultimi anni, specialmente dalle parti del Collis Qurinalis, non dal punto di vista metereologico (complice il riscaldamento globale) e sicuramente nemmeno a causa dell'aspetto orografico, come dal nome si potrebbe supporre. I motivi erano altri.
Papà Giorgio, vedendosi messo alle strette e temendo che sua figlia Italia potesse intraprendere strade pericolose e sovversive, acconsente a che Italia e  Matteo si conoscano ed inizia a preparare il toscanaccio per il suo debutto in società.
Le richieste di Papà Giorgio sono chiare. Riforme: del lavoro, della legge elettorale, della costituzione e della pubblica amministrazione. Matteo non si fa pregare, il colloquio dura poco più di un'ora e mezza, dalle 16:30 alle 19:30. Questa sembra proprio la volta buona. Papà ha trovato finalmente un giovane che fa battere il cuore a sua figlia Italia, ora si tratta solo di indossare i panni del  professor Henry Higgins e trasformare la rana in principe.

Il debutto in società non è dei migliori. Infatti Matteo poco prima dell'esame ufficiale, le elezioni europee del 2014, come un fulmine a ciel sereno tuona: L'Europa con me cambia verso.
Ere il 4 aprile del 2014.
La campagna elettorale per le Europee vede il PD ed il suo segretario, cambiare atteggiamento verso quelle imposizioni di politica economica e sociale, che avevano fatto da padrone nei 3 anni precedenti.
I Manifesti del PD erano questi: 



Si passa dall'atteggiamento di sottomissione, proprio di Mario e di Enrico, ad un atteggiamento di sfida. Matteo insieme alla sua amata Italia, vogliono dire basta alle imposizioni della società e iniziare un percorso insieme di crescita.
Basta austerità e rigore, basta imposizioni di politiche dovute al vincolo esterno europeo, basta " ce lo chiede l’Europa” che ha solo aumentato lo spread tra le aspettative dei cittadini e le risposte della politica, a indicare scelte da fare per noi stessi, per gli italiani, per i nostri figli." Ora ascoltiamo i cittadini.
Il 22 Aprile è un giorno storico. Dopo tanti anni di "sofferenze" e di sacrifici, dove gli italiani hanno sperimentato la durezza del vivere, Matteo annuncia che agli Italiani verrà dato in busta paga, un bonus di 80 euro, per sempre. Semplice e chiaro.
Si passa da una politica di restrizione della spesa statale, ad una politica di aumento della spesa pubblica. Spesa pubblica che deve servire a sostegno della domanda. perché i problemi dell'Italia non sono problemi di spesa, ma problemi di consumi. Gli anni dell'austeity hanno scoraggiato tutti, i prezzi sono in discesa. Gli atteggiamenti sono due: i ricchi si chiedono perché comprare oggi un bene che domani mi costerà di meno. E i poveri ? Per loro non cambia molto, poveri erano e poveri rimangono, non spendono per definizione. Ma stanno aumentando
Si cambia verso, una piroetta pirotecnica di 180°.

CAPITOLO 2: "UGA Unico Grande Amore"

Il 25 maggio, succede l'incredibile. Unica volta nella storia in cui il Partito supera il 40% dei voti alle Elezioni Europee. Le promesse che tutti i militanti avevano fatto agli elettori nel 2008 finalmente si sono realizzate. Il Partito Democratico guidato da Matteo Renzi è finalmente il partito del Popolo. il Popolo Italiano. Si grida al miracolo. 
Abbiamo preso il 40% per aver spezzato il giogo che teneva imbrigliate le migliori energie del nostro Paese.. Oppure perché tutte le capolista erano Donne.

CAPITOLO 3:   "La crisi"

Gli italiani ce l'hanno messa tutta. Si sono uniti intorno ad un ragazzo forte, che ha sfidato i dicktat europei e i suoi poteri forti. Le attese sono altissime, tutti vogliono un Europa diversa da così.
Sulle spalle di Matteo incombono, però, le promesse fatte a papà Giorgio. Inoltre il parlamento ed il governo hanno ancora il marchio di fabbrica e la maggioranza cara a Mario. Il suo zampino e le sue idee hanno pervaso ministri e deputati. Mantenere la promessa non sarà facile per Matteo.

Siamo nel Settembre 2014, inizia il percorso di approvazione de' "La buona Scuola", che verrà definitivamente approvata a Giugno 2015.
Una riforma di sinistra, portata avanti con le idee di Mario. 
Infatti ministro dell'istruzione è Stefania Giannini. Scelta Civica. Scelta di Mario. 
Di lei ricordiamo alcune dichiarazioni come questa, una Schengen degli insegnanti oppure questa. 
Sul ministero governato da Mario Monti e dalla sua fida Stefania Giannini, lo Stato Italiano fa uno degli investimenti più importanti degli ultimi tempi, 3,5 miliardi di Euro ( di cui due miliardi per la scuola pubblica e 1,5 per quella privata ).
Si effettuano oltre 150.000 assunzioni. Risultato? Catastrofe
I Professori che vengono sbattuti dal Nord al Sud, o dal sud al Nord con pochissimi giorni di preavviso (forse un paio) - in piena linea Schengen degli insegnati-  realizzarono nella vita reale quello che avevamo solo potuto immaginare sugli schermi cinematografici.
Gli Studenti, devono loro malgrado accettare l'idea che a Scuola si va non per imparare, ma per lavorare. A che studiare se non per lavorare? E quale migliore abitudine può essere il fatto di farlo gratis? Se non altro per abituarsi a ciò che li avrebbe attesi dopo la scuola...

Siamo nel Dicembre 2014, inizia l'iter di approvazione del Jobs Act. L'iter di approvazione terminerà nel settembre 2015.
Il Jobs Act, ha come unico scopo quello di precarizzare il mercato del lavoro, per abbassare i salari e rendere l'Italia un paese più competitivo. (come da lettera Bce) 
Infatti questa è la reazione di Francoforte. Dicono dinamismo, che tradotto vuol dire, più mobilità del lavoro, salari più bassi. 

La nostra storia d'amore prosegue come tante altre, all'inizio grandi premesse ma poi si ritorna alla routine ed alla monotonia della vita di coppia.
Matteo chiede a Italia di sposarlo. il matrimonio avverrà il 4 Dicembre del 2016.

CAPITOLO 4: La reazione

Nel Frattempo però un' altro evento però, scuote l'Italia:
Questa  evento, non può non scuotere i più profondi sentimenti di un Uomo. 
E vedendo L'Europa, che ha i cordoni della borsa nicchiare, Matteo non ci pensa troppo e risponde d'istinto Così.


Le nozze sono vicine, Matteo sente che Italia  non  nutre più lo stesso sentimento verso di lui e tenta di recuperare il fuoco dell'amore che avvampava entrambi agli inizi della storia.
Forse però ora è troppo tardi.

CAPITOLO 4: "Il Matrimonio"

Come nei migliori romanzi Harmony, il giorno delle Nozze, Italia si fa bella, indossa il suo abito bianco, cammina lentamente verso l'altare ed al momento di rispondere alla fatidica domanda, dice:


NO

 Capitolo 5: "..."

Riuscirà Matteo e recuperare il suo rapporto d'amore con Italia?
Tornerà in lui a bruciare il fuoco della passione che aveva lo aveva portato a sfidare le imposizioni della società per amore della sua bella?
Tornerà Italia a credere alla parole di Matteo?
Sono un narratore, ma non sono onnisciente.
Tutto questo lo scopriremo alla prossima puntata. Ovvero alle prossime elezioni.

 

 

 





 
 







 



venerdì 6 ottobre 2017

Pecca Fortiter



Sant' Agostino ci esortava a Peccare Fortemente. Chi sono io per mettere in dubbio le parole di uno dei Padri della Chiesa? Se devo peccare lo farò meglio che posso.  

Il 2 Ottobre è finito il Il Festivàl dell'Unità. Dovete dire festivàl come lui, con tanto di "Allegria" se no non vale.
107 Dibattiti all'attivo, circa 500 relatori. Presenti la stragrande Maggioranza dei Ministri, presenti anche il Segretario del Partito Matteo Renzi ed il Presidente del consiglio Paolo Gentiloni, presente il Presidente della Regione Zingaretti. Presenti molti Consiglieri Regionali. E presenti tutti i Consiglieri Comunali.  Un Concerto ogni due giorni. Eventi tutte le sere.
Io sono stato presente una sola sera, alle 23:00 avevo bevuto già una decina di Campari e sono rincasato presto.  

Ora di questi 107 dibattiti, nessuno ha avuto uno strascico polemico.
Anzi solo uno. 
La Festa dell'Unità di Roma, ospita per un dibattito l'Associazione ProVita. Si scatena l'inferno sui social, ma si badi non sulla Festa o sugli altri dibattiti che si sono svolti - che nessuno mette in discussione - ma circoscritto al singolo fatto.
Nessuno degli incazzati ha mai messo in discussione la Festa.

Quello che ha fatto incazzare la "sinistra del PD" è che si sia data la possibilità a - cito alcuni post ho letto su facebook - "degli omofobi, negazionisti, reazionari di salire su di un palco della Festa dell'Unità di Roma, è come se alla Festa fossero stati invitati a parlare di Shoah ed Olocausto i negazionisti o ad un dibattito sull'immigrazione i suprematisti bianchi" 
Più in generale si critica "la mancanza di controllo politico su dibatti che ha permesso a degli omofobi di salire sul palco della Festa, questo si fa incazzare!"
Quindi la Festa tutto bene, ma più attenzione a chi si invita a parlare. 
D'altronde ci sono alcuni "Valori" a cui la sinistra non può rinunciare. Tra questi i diritti. Quelli dei lavorat...  Quelli degli ulti..., Quelli dei poracc... 
Insomma sui diritti... non si tratta.
Li difenderemo anche con la violenza.
Prima però non dimentichiamo di classificarli da quelli più comodi, da difendere a quelli che abbiamo rinunciato a difendere perché troppo costosi...

Proprio il 4 Ottobre, giorno del poverello di Assisi, che aveva una teoria economica assai poco accettata al suo tempo, "Il Foglio" pubblica un intervista a Michele Salvati.
Sono in corso i preparativi per i 10 anni dalla fonazione del PD. La manifestazione che si svolgerà il 14 Ottobre alle 10:30 al teatro Eliseo in Via Nazionale (Occhio alla ZTL, ma tanto alle 10:30  sarete a lavoro)
L'Intervista è a pagamento sul foglio e visto che siamo  in tempi di crisi, ed occorre scegliere bene dove indirizzare i nostri risparmi,non vi metto il link. 
Posso però fornirvi degli estratti:
Il grande Michele ci dice che:

Domanda: professore, a distanza di dieci anni, il PD assomiglia ancora alla creatura che lei aveva in mente?
"Con Renzi segretario per la prima volta abbiamo un partito di sinistra di governo ispirato dal liberalismo di sinistra."  Comunque, la cosa che Renzi è riuscito a fare “è sorprendente, perché per la prima volta abbiamo un partito di sinistra di governo, la cui ideologia in senso lato è il liberalismo di sinistra"

A Salvati venne voglia di teorizzare la nascita del PD durante la sua esperienza parlamentare nella commissione bicamerale di Massimo D’Alema di cui era membro. “Mi sembrava, e mi sembra tuttora, che questa fosse l’unica visione politico-culturale cui potesse appoggiarsi un partito di sinistra con ambizioni di governo nell’attuale fase del capitalismo, se riconosceva il fallimento del comunismo, le difficoltà che incontravano le socialdemocrazie dei ‘trent’anni gloriosi’ del dopoguerra e con esse il cattolicesimo di sinistra. 
Quello che all’epoca – fine anni ’90 – non mettevo a fuoco, però, era l’influenza della globalizzazione, la natura del progresso tecnico e gli effetti dell’immigrazione sulle condizioni di vita e la sensazione di sicurezza dei ceti meno abbienti e istruiti . Tutti fenomeni dai quali sarebbe emersa poi la reazione populistica di oggi. Non vedevo bene neppure l’ignavia, i conflitti, e l’inerzia dell’Unione europea. L’Europa disunita non è stata in grado di difendere il modello sociale europeo, e in sostanza ha funzionato come cinghia di trasmissione della globalizzazione, del regime di politica economica internazionale affermatosi dagli anni ’80 in poi”. Oggi pensare di influire su questo trend mondiale “di libera circolazione del capitale e di massiccia esportazione di prodotti a basso prezzo, ma di crescente qualità, nei paesi capitalistici avanzati è un’illusione. 
E non sarà facile influenzare le decisioni dell’Unione europea, non soltanto dopo le elezioni tedesche. Il grado di fraternità, di solidarietà, di comunanza fra i popoli europei è al di sotto della soglia utile a consentire manovre distributive molto forti, come quelle che la Germania ha fatto per i suoi Länder orientali o quelle che l’Italia ha fatto per il Mezzogiorno”.
Dunque, l’unico modo “per partecipare all’Europa è diventare più efficienti, salvaguardando i ceti più minacciati. E’ questa la linea del liberalismo di sinistra, europeista, che sostiene le riforme strutturali per partecipare, in assenza di mutualità e fraternità, allo sviluppo dell’Unione europea nella direzione, già molto difficile, che indica ad esempio Sergio Fabbrini. I partiti della sinistra di governo sono in una situazione difficile ovunque, sono vittime designate dei movimenti populistici”. I quali, naturalmente, prosperano con soluzioni illusorie sulle difficoltà vere e sulle paure dei ceti medio-bassi, di disoccupati, dei precari. Lo spazio che questi movimenti hanno non è rappresentativo “solo della crisi del Pd ma di tutte le sinistre di governo in Europa. Non è facile uscirne e non bisogna sottovalutare queste difficoltà”. 

La sintesi è: "Noi volevamo essere di sinistra, ma purtroppissimo c'è la globalizzazione ed altrettanto purtroppissimo il capitale deve essere libero di muoversi"
Muoversi dove? Ma è ovvio dove il lavoro costa di meno. Cioè dove vengono pagati meno i lavoratori. 
Vuoi essere competitivo? Purtroppissimo ti dobbiamo tagliare lo stipendio, dobbiamo limitare le tue tutele, dobbiamo aiutare l'impresa a licenziarti prima se le cose nel mondo non vanno come devono andare, ovvero se c'è una crisi."

E' inutile dire che l'intervista non ha suscitato lo sdegno di nessuno del PD.

Il messaggio che arriva all'elettore è chiarissimo: "Noi non possiamo tutelare la tua vita, ma almeno con noi al governo acquisirai più diritti, purchè non ci costino nulla".
Ma neanche le nozze Gay si fanno coi fichi secchi.
 
Una delle cose che ho imparato da quando sono iscritto al PD è che essere furbi non serve a niente: meglio essere ingenui, purché si sia se stessi. 
Certo, questo presuppone l’esistenza di un sé, che oggi, come molti casi dimostrano, non può essere data per scontata. 
Una delle cose che mi colpiva, invece, quando sono stato negli Stati Uniti, era questa: si stava molto attenti a usare certe espressioni linguistiche particolari, tipo "Dear Ms. [una donna]" (per rimarcare che il suo stato civile non conta nel definire la sua identità) oppure ad evitare, scrivendo, di usare "Dear Postmaster", perché 'nziamai era una donna ti faceva un cazziatone che non finiva mai, ma poi sulle cose vere sostanziali, tipo il fatto che se ti capitava di essere incinta (un evento che ancora ha inevitabilmente, nonostante tutti i magnifici progressi umani civili e progressivi, un suo "gender bias") allora l'azienda per cui lavoravi in genere ti dava il minimo ma proprio il minimo ma che più minimo non si può (di permesso di maternità)
Quando poi provavo a dire (alle donne) ma scusate, invece di fare queste battaglie sulle parole perché non le fate sui diritti veri, in modo da avere permessi di maternità degni di un paese civile umano e progressivo e anche magnifico, ecc. ecc., mi insultavano come un retrogrado ovviamente maschilista vecchio stampo. Ora tutto questo  e' venuto, to a theater near you.

La cosmetica dei diritti civili è funzionale al progetto di far star buona la “sinistra” barattando diritti civili con diritti economici, come pure il buonismo ecologista-decrescista, che serve a far accettare ai coglioni la santa recessione che non ti fa consumare prodotti inquinanti ( del resto la corda con la quale ti impicchi, se è di canapa, è biodegradabile). Insomma, in generale tutta la retorica sinistriota dei buoni sentimenti è strettamente coordinata con il progetto fascista di distruzione dei nostri diritti economici e politici (in cambio di diritti civili che considero indiscutibili al punto che, pensate un po’, riterrei di doverli avere senza dare in cambio nulla! Che ingenuo…)

Una cosa analoga sta succedendo in questi giorni con lo sciopero della fame di alcuni parlamentari per lo ius soli.
Si chiarissimo. Considero la norma giusta. 
Ma in che ristorante erano i nostri parlamentari quando l'approvazione della riforma "Fornero" sulle pensioni creava centinaia di migliaia di esodati?
In quell'occasione lo sciopero della fame lo abbiamo fatto fare ai lavoratori. Anche se non volontari.
Non si possono difendere i diritti a seconda della fattibilità economica. O si difendono tutti o si è poco credibili. 
Noi è bene ricordarlo, siamo dalla parte di chi scava. 
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giovedì 5 ottobre 2017

Figli dell'Europa.

La considerazione è questa:"sono in grado di dividere tutti quelli che conosco in due gruppi,chi pensa al secondo figlio e chi pensa al secondo spritz"
I senza figli non sono soli,sono in compagnia dei più importanti leader europei: Emmanuel Macron, Angela Merkel. Il primo ministro britannico, Theresa May, Paolo Gentiloni,il primo ministro dell' Olanda, Mark Rutte, quello svedese Stefan Löfven, il lussemburghese Xavier Bettel, e il primo ministro della Scozia, Nicola Sturgeon. Il presidente della Lettonia Raimonds V Jonis, il presidente della Dalia Grybauskaité;il presidente della Romania Klaus Werner e da ultimo Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, non ha né figli, né famiglia.

Versateje n'altro LTRO. 
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